Author Archives: Federico Caffagni

Lista di cose da comprare e stampare

Di seguito riporto la lista di cose che vanno comprate e stampate per costruire la propria prusa I3. In ogni passaggio vengono indicati gli oggetti che servono:

Per la struttura in legno truciolare:

Nr.1 Base 380x380x15mm

Nr.2 Montanti verticali laterali  370 x 100mm
Nr.2 Montanti verticali frontali 370 x 55mm
Nr.1 Asse orizzontale superiore 370 x 123mm
Nr.1 Tramezzo inferiore 259 x 40mm

Come dovrà essere la struttura: FRAME in LEGNO

Per gli assi:

Barre lisce in acciaio inox o cromate  (tutte con un diametro di 8mm):

  • 2 dalla lunghezza di 360mm
  • 2 dalla lunghezza di 370mm
  • 2  dalla lunghe di 320mm

N.B. Se le barre le tagliate voi arrotondate le punte e assicuratevi che non abbiano parti acuminate perché si rovinano i cuscinetti lineari che verranno inseriti.

Barre filettate:

  • 4 M10 L= 210mm
  •  2 barre M10 L= 380
  • 2 barre M5 L= 300mm

Cuscinetti:

  • 1 cuscinetto a sfere tipo 608;
  • 12 cuscinetti lineari tipo LM8UU
  • 1 cuscinetto a sfere tipo 624

4/5 stepper motor (il 5° dipende dal tipo di estrusore che si vuole creare)

35 dadi M10
40 rondelle foro da 10mm e 4 rondelle foro da 10mm ma di diametro 20mm

12 viti M3x12 per gli stepper
1 Bullone o vite M4x20 più dado M4
1 Bullone o vite M8x30 più dado M8
2 rondelle foro da 8

GT2 Belt  circa 2 metri

2 Pulegge GT2  da 16 denti

1 Lastra in alluminio avente misure di almeno 210 x 210 x 4-5mm (non sarà il piano di stampa che si può costruire da questo file: print-bed_230x234.zip)
8 Viti M4x25mm testa svasata + 8 dadi M4
4 viti M3x25mm  testa svasata + 6 dadi M3 Nylonstop
2x viti M3x20mm testa svasata + 2 dadi M3
4 molle (non ho le specifiche esatte)
1 vite M4x20 più relativo dado M4
1 vite M3x40 più realtivo dado M3
Rondelle con foro da 4mm.
2 dadi M5 (4 dadi M5 in caso si usino gli stl V1)
Fascette.
2 elastic coupler foro 5mm

10 viti autofilettanti 4x20mm
rondelle con foro da 3mm.

rondelle con foro da 3mm

Per l’estrusore non riporto nulla perché la costruzione è soggettiva. Nel post assemblaggio-estrusore è spiegato tutto.

Stesso discorso per l’ alimentazione

Per l’Arduino consiglio di leggere il post elettronica che spiega bene quali componenti bisogna prendere.

Consiglio di stampare prima le parti in plastica per evitare di dover aspettare il pezzo.

Di seguito l’elenco dei pezzi presi dalla guida:

Per l’asse y :

parti plastiche asse Y

parti plastiche print_bed

Per l’asse x:

parti plastiche asse X

Questi sono i file aggiornati con delle migliorie (per i più esperti): parti-plastiche-asse-X_V1

Per l’asse z:

parti_plastiche_asse_Z_V1

Per l’estrusore:

parti plastiche Extruder

Per l’alimentatore bisogna procurarsi o un vecchio alimentatore da computer da 250-300 W o un alimentatore da 12v con almeno 16 A.

Genuino day

Sabato 2 Aprile abbiamo tenuto nel nostro laboratorio il Genuino (o meglio conosciuto come Arduino) day. L’evento è iniziato alle 16 con la visita guidata all’interno del Fablab, mostrando le stampe 3D e gli oggetti realizzati con il taglio laser. L’evento è continuato con delle presentazioni (di cui è possibile scaricare le slides, link in fondo al post). La prima è stata tenuta da Gaya che ha illustrato alcuni esempi di e-wearables (per esempio come Arduino, collegato a dei LED, possa essere inserito all’interno dei vestiti facendoli illuminare, o per creare orecchini o sciarpe, oppure nelle tute da bicicletta per indicare la direzione che si vuole prendere). Successivamente ha parlato Federico spiegando le differenze fra le varie board esistenti, partendo dal classico “Arduino Uno” per arrivare a sistemi più complessi. Per concludere c’è stata la conferenza di Michele, dell’osservatorio astronomico di Trieste, che ha esposto come si può utilizzare Arduino per fare didattica in campo astronomico. Il progetto dimostrato durante la conferenza indica se un pianeta del sistema solare è o non è abitabile considerando la sua distanza dalla stella attorno alla quale orbita. Vi riportiamo la foto del progetto con la Terra selezionata.

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Alle 19 il Genuino Day si è spostato dal nostro laboratorio fino in piazza della Borsa a Trieste, dove il Mittelab ha esposto alcuni progetti realizzati con Arduino.

Slides delle conferenze:

Scegliere la board (di Federico Deganis)

Astronomia Genuina (di Michele Maris) 

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Hackathon ep 0

Domenica si è conclusa la prima edizione triestina ed italiana dell’hackathon. L’evento consisteva in una maratona informatica di 27 ore no stop. I partecipanti erano divisi in gruppi. I team potevano essere già formati all’iscrizione o si creavano al momento. Lo scopo della maratona era di inventare qualcosa che fosse utile alla comunità. All’interno del magazzino 26 c’era un nostro stand preposto per le stampe 3D di gadget, oggetti utili ai concorrenti ed altro ancora. Inoltre il nostro responsabile, Ernique Canessa, ha partecipato con un gruppo suo.

La competizione è iniziata intorno alle ore 9 di sabato. Durante tutta la giornata di sabato c’era un scambio continuo di persone facenti parte dei gruppi , di famigliari dei partecipanti o di interessati. Nel corso del pomeriggio venne istituito un piccolo laboratorio per i bambini. Quest’ultimi, tra le altre cose, potevano far muovere un robottino tramite il tablet. Per concludere la giornata di sabato, e tenere alti gli animi dei notturni hacker, dalle ore 22 hanno suonato vari dj e gruppi, tra le quali DJ Greta.

La mattina di domenica è stata un po’  più frenetica, in quanto mancavano poche ore alla fine della gara. Alle 12:30 la competizione si è conclusa. Al termine I gruppi hanno esposto ai giudici i loro elaborati. Nell’attesa del verdetto ogni gruppo aveva 3 minuti per esporre il proprio lavoro al pubblico. Inoltre venne creata una tavola rotonda nella quale, tra le altre cose, si parlava della differenza nell’approccio alla tecnologia tra i paesi sviluppati e quelli meno. “La differenza è che noi possiamo permetterci di sbagliare perché abbiamo le risorse per poterlo fare. Mentre nei paesi in via di sviluppo non si posso permettere di sbagliare poiché non hanno nessuno modo per ricomprare l’oggetto rotto” ci racconta Carlo Fonda.

Infine, Intorno alle 19:00, la giuria è arrivata ad un responso. Il vincitore della edizione dell’Hackathon è il team Parkloud ideatori del parcheggi intelligenti.

La prima edizione italiana è stata un successo, ottenendo un numero di iscritti del tutto superiore alle aspettative e l’attenzione dei media confermata dalla presenza de “Il Piccolo“. Speriamo dunque che sia la prima di tante edizioni.

 

 

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Album fotografico

Preparativi

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Gruppo FabLab

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Istruzioni sulla gara.

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 I gruppi

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I piccoli programmatori.

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I trofei.

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Esposizione del lavoro ai giudici.

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I vincitori.

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Lezione/conferenza all’ISIA di Firenze

Mercoledì 16 marzo si è svolta una lezione/conferenza (a cura dell’ICTP SciFabLab e su invito del prof. Simone Paternich) presso l’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Firenze, un istituto statale di livello universitario che offre corsi triennali e specialistici in design del prodotto e della comunicazione. La lezione si è incentrata sulle tecnologie di stampa 3D e sulle loro applicazioni più interessanti per il design di oggetti. Iniziando con l’introduzione a tecnologie e macchine, con particolare attenzione a quelle di basso costo e open, si è brevemente accennato alla loro evoluzione storica per passare poi ad una breve guida pratica al loro utilizzo, scoprendo quali sono gli errori più comuni di modellazione o i problemi in fase di stampa che possono generare difetti nell’oggetto finito.

 

Questa parte introduttiva ha incluso anche una breve introduzione a come si può realizzare un oggetto 3D utilizzando OpenSCAD, un linguaggio di modellazione per chi si sente programmatore.

Infine nella seconda ed ultima parte sono stati analizzati alcuni oggetti progettati tenendo in debita considerazione i limiti ma soprattutto le peculiarità del processo di stampa 3D FDM, che permettono ad esempio di realizzare complesse parti meccaniche in movimento composte da diversi elementi, il tutto con una sola operazione di stampa, e soprattutto senza necessità di assemblaggio successivo (alcuni esempi utilizzati –tratti dall’immenso archivio di Thingiverse–sono stati: “Platform Jack“, “Wrench, Adjustable, Stubby“, “The Armadillo – A Case of Two Halves“, “Preassembled Spherical Geneva Drive“, “Gear Bearing” e “Blossoming Lamp“). Un altro esempio di oggetto “impossibile” che è realizzabile esclusivamente con il 3D printing è quello del giroide, una superficie geometrica che assomiglia ad una spugna e che presenta caratteristiche di grande interesse che la rendono -ad esempio- uno scambiatore termico ideale.

Slides della lezione: file PDF di 35MB (scaricabile, licenza CC by-sa)

Piccola galleria fotografia dell’evento.

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Hands(H)ome: prototipo di interfaccia semplificata per la domotica con arduino

Le interfacce per il controllo della domotica nascono dall’esigenzqa di collegare la grande varietà di elettrodomestici e dispositivi elettronici che, ormai da diversi anni, sono entrati in larga misura nella case degli utenti. Questi sistemi permettono, oltre un generale risparmio energetico, la gestione delle diverse funzioni della propria abitazione, siano esse il controllo della climatizzazione degli ambienti, la gestione dell’illuminazione e dei carichi elettrici, l’apertura e la chiusura di porte e finestre, il sistema di sorveglianza, etc. Un ambiente antropizzato può quindi essere gestito nella sua totalità grazie all’uso delle più svariate tecnologie: computer, touchscreen, smartphone, tablet, o ancora telecomandi e tastiere evolute. Il progetto Hand(s)Home vuole offrire un prototipo di interfaccia utente semplificato per la gestione della casa, che vuole porsi come esempio concreto di sistema universalmente accessibile. Il progetto realizzato è infatti inteso per essere alla portata di tutti: anziani, persone con difficoltà o disabilità fisiche, ma anche per l’utente medio o l’esperto in tecnologia che ha bisogno di una certa immediatezza e semplicità d’utilizzo. L’interfaccia proposta vuole essere un esempio di tecnologia a basso costo aperta al pubblico. L’idea alla base del progetto, costruito con materiali ed elettronica a basso costo, è che chiunque possa accedere ai file della programmazione e del design, così che la tecnologia possa essere riprodotta e migliorata da chiunque voglia proporne una propria implementazione. Il lavoro, che è stato la tesi di laurea magistrale di Giorgia Sperandio e che ha visto svolgersi la sua parte pratico-realizzativa presso l’ICTP SciFabLab, ha avuto inizio da un’analisi dello stato dell’arte nel campo delle interfacce utente (non solo in ambito domotico) e da una ricerca sulle caratteristiche delle interfacce domotiche presenti sul mercato. L’autrice si è poi dedicata al design, alla creazione e all’assemblaggio delle componenti, realizzate tramite stampa 3D e taglio laser. La parte di controllo ha invece sfruttato un microcontrollore Arduino Mega 2560, a cui sono state cablate le componenti necessarie per il funzionamento del sistema.

Si può comprare il libro che descrive il progetto sul sito dell’editore Sandit o prenderlo in prestito nel nostro laboratorio.

ManiPolare per Comunicare

L’ICTP SciFabLab ha ospitato i lavori della tesi di laurea di Elena Dall’Antonia, che ha pensato di rendere tangibile l’alfabeto gestuale del LIS. Il progetto la visto la creazione e la realizzazione di 26 manine stampate in 3D, una per lettera dell’alfabeto. Le mani stampate servono per aiutare a capire e apprendere il linguaggio dei segni, attraverso una serie di giochi per bambini che prevedono anche l’utilizzo di una mano robotica controllata da Arduino.

Vi forniamo un link al sito ufficiale per scoprire di più sull’intero progetto, chiamato “Manipolare per Comunicare”. Potete anche leggere un breve articolo che lo descrive.

 

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Progettazione di un tutore bi-articolare per il ginocchio

Il ritrovamento del centro di inizio rotazione del ginocchio e la progettazione di un tutore bi-articolare

A seguito di uno studio basato sul confronto tra traiettorie, è stata determinata l’entità del moto roto-traslatorio effettuato dal ginocchio nel suo movimento di flesso estensione; i risultati hanno poi permesso di progettare un dispositivo meccanico che riproduce tale cinematismo.

Uno studio successivo, basato sull’elaborazione software tridimensionale dei segmenti ossei del ginocchio (verificato poi con stampa 3D), ha permesso di rintracciare tramite una procedura grafico-matematica, il relativo “centro di rotazione” localizzato su ogni singolo condilo femorale attraverso i quali passa l’asse di rotazione del moto roto-traslatorio.

Tale ritrovamento permette così, sia un preciso allineamento tra l’asse di un dispositivo meccanico con quello fisiologico condiloideo, sia la precisa localizzazione del punto antropometrico funzionale dal quale poter misurare esattamente la distanza tra i centri di rotazione delle articolazioni vicine con la creazione di tutori biarticolari (ginocchio-caviglia) o tri-articolari (anca-ginoccio-caviglia) costruiti sugli esatti rapporti antropometrici del singolo, che a differenza degli attuali, evitano conflitti tra le traiettorie causa dell’insorgenza di dolore nel movimento.

Il progetto

Mentre i tutori tri-articolari trovano applicazione negli esoscheletri riabilitativi per paraplegici, un settore specifico nel quale è richiesto l’utilizzo di tutori bi-articolari, è quello che riguarda i pazienti con esiti di poliomielite, pazienti che in genere ogni 2 anni (in Italia) sostituiscono l’ausilio in considerazione dell’usura e/o delle modifiche morfo/anatomiche che la malattia produce.

Seppure il numero di casi di poliomielite sia drasticamente diminuito negli ultimi anni, passando da 350.000 del 1988 ad una media attuale annua di circa 1.000, le problematiche motorie di tali pazienti comunque, non hanno speranza di migliorare e costringono il poliomielitico all’utilizzo del tutore per tutto il resto della vita.

Come già anticipato, attualmente i tutori vengono realizzati su riscontri radiologici, utilizzando in genere degli snodi al ginocchio che però non ripropongono il moto roto-traslatorio (come la fisiologia vorrebbe), ma rotatorio che crea incompatibilità funzionali anche importanti soprattutto nel passaggio dalla posizione in piedi a quella seduta durante il quale c’è l’insorgenza di dolore acuto.

Altro fattore importante sul comfort offerto dal tutore stesso è la qualità del suo confezionamento che dipende in maniera determinante dalla manualità del tecnico ortopedico che predispone il dispositivo stesso.

Alla luce di queste ultime considerazioni il progetto impostato prevede  la realizzazione dei tutori bi o tri articolari che presentino un comfort molto più rilevante vista la possibilità di adottare una movimentazione al ginocchio che rispetti il moto roto-traslatorio peraltro perfettamente allineato con gli assi di rotazione di ogni singola articolazione.

A tal fine il progetto stesso è stato suddiviso in due fasi una iniziale (locale) ed una successiva “globale” ognuna delle quali prevede precisi punti di sviluppo.

 

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Partecipazione all’Open Design Conference

Sabato scorso 20 febbraio 2016, al Polo Tecnologico di Pordenone, si è svolta la prima conferenza italiana riguardante la progettazione Open Source. La voglia di far conoscere al pubblico i programmi Open Source si vede già dagli organizzatori dell’evento. Infatti i cancelli vengono aperti alle 8:30 presentando l’evento e gli obiettivi che si pone. Nel corso della mattina si sono trattati molti temi in più lingue dal utilizzo di un Open Source in architettura al chiedersi se i professionisti sono pronti o no per Linux. La mattinata si è conclusa con la tavola rotonda dei FabLab.

Il nostro staff non si ferma tanto per la pausa pranzo e tiene il primo Speed Talk del pomeriggio. Il tema: introduzione ad OpenSCAD. La spiegazione è avvenuta in modo rapido e facilmente comprensibile. Dopo poco Carlo e parte del nostro staff ha tenuto un altro speed talk. Nella quale si accingeva a dimostrare il funzionamento di OpenScad, con esempi presentatito.

Infine, verso la conclusione dell’evento, lo SciFabLab ha proposto al pubblico una conferenza intitolata “Oggetti che si posso realizzare esclusivamente con la stampa 3D: un diverso approccio al design”. Durante la conferenza sono stati presentati esempi di oggetti alternativi che si possono realizzare con la stampa 3D “in modo che si stampi qualcosa di diverso dal solito robottino o vasetto”,  come ad esempio la chiave inglese già assemblata (http://www.thingiverse.com/thing:1302202) o il tavolino regolabile (http://www.thingiverse.com/thing:925556).

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Le slide della conferenza del pomeriggio: conferenza_PN

Piattaforma Vibrante

Il mio nome è Taddea Druscovich è attualmente sto progettando presso il FabLab un exhibit didattico che presenta all’utente di un museo scientifico la forma visibile delle onde vibrazionali.

Come funziona l’exhibit:

Le sfere, che rappresentano piccole unità visibili, si posizionano sulla piattaforma vibrante nelle aree soggette a minore intensità di vibrazione, delineando sulla piattaforma stessa la forma visibile dell’onda. Il prototipo viene completato da Arduino Uno che rende l’exhibit autonomo. Arduino riproduce automaticamente le frequenze sonore che creano le rispettive forme visibili. L’interattività del exhibit è data dalla possibilita di cambiare le onde generate in maniera da esplorare le figure sulla piattaforma.

Il progetto del prototipo verrà presentato a maggio di quest’anno alla Mini Maker Faire di Trieste.

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Science PicNic Zagabria

L’ICTP Scientific FabLab ha esteso la sua presenza anche fuori dall’Italia con uno stand alla fiera “Science PicNic” di Zagabria. L’obiettivo della fiera, svoltasi l’11 e 12 dicembre 2015,  è stato quello di avvicinare i giovani alla scienza con la possibilità di sperimentare divertendosi.  All’interno della fiera si potevano and esempio provare delle illusioni 12346343_1023476424370963_5835783847508536128_nottiche o creare disegni con vari materiali, ma una tecnologia che ha destato molto interesse è stata quella della stampa 3D, che ti permette di realizzare gli oggetti più disparati.

 

 

 

 

Lo stand dell’ICTP SciFabLab  

Mascote

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