Giovedì 2 giugno WE’RE CLOSED Thursday 2 June

In occasione della festa del 2 giugno lo SciFabLab resterà chiuso. Saremo invece aperti sabato 4 Giugno, quando nel pomeriggio avremo un evento speciale per la European Maker Week: Maker’s DAY @ SciFabLab.

The SciFabLab will remain closed for a national holiday on Thursday, 2 June. We will be open on Saturdy 4 June, with a special event for the European Maker Week: Maker’s DAY @ SciFabLab.

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Corso di saldatura SMD per principianti (terrificati ;-)

 Surface mount assembly for terrified beginners

In questo workshop pratico della durata di circa 90 minuti imparerete a saldare componenti SMD con la tecnica del reflow usando strumenti economici e con un ottimo risultato finale.

Il workshop è tenuto da Kliment Yanev in lingua inglese (se richiesto dai partecipanti lo SciFabLab provvederà anche una traduzione in italiano) e sarà ripetuto due volte, alle ore 15:00 e alle ore 17:00 del giorno martedì 24 maggio. È richiesta la prenotazione via email a: scifablab@ictp.it (specificare nome, cognome e a quale delle due lezioni volete partecipare)

Il costo del PCB e componenti necessari per il corso è di 20 euro.

With this 90 minutes hands-on workshop you will learn to do Surface Mount assembly with the reflow technique, using low-cost tools and with an excellent result.

The workshop will be taught by Kliment Yanev in english and it will be repeated twice: at 3pm and 5pm of Tuesday, 24 May. You kindly ask you to book your preferred time by sending an email to: scifablab@ictp.it with your name and surname.

The cost of the PCB and SMD components required for the workshop is 20 euro.

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SciFabLab team showcases 3D printers at UniTS iDay

Lo Scientific FabLab dell’ICTP sarà presente all’evento organizzato dall’Università degli Studi di Trieste in occasione dell’Internet Day nazionale e regionale di venerdì 29 aprile, intitolato “UniTS iDay: Scienza, Tecnologia e Società” che si terrà presso la residenza universitaria “ex Ospedale Militare” di via Fabio Severo 40 a Trieste. Durante tutta la giornata vi saranno numerose conferenze e dibattiti sullo stato di Internet e delle tecnologie digitali in Italia, tra cui un dialogo a tre intitolato “Racconti di stampa 3D e oggetti impossibili”, mentre al pomeriggio saranno aperti alcuni stand dimostrativi dal nome “Digital Lab” in cui verranno mostrati diversi ambiti di utilizzo delle moderne tecnologie digitali: dalla stampa 3D appunto (due stand: “Gli oggetti impossibili” -a cura di SciFabLab,  e “3D Selfie” -a cura dell’Università di Trieste) agli e-wereables (“Tecnologia da indossare” -a cura di Gaya Fior), dalle comunicazioni digitali antiche e moderne (“Dal telegrafo a Telegram” -a cura dell’Università di Trieste) alle soluzioni tecnologiche di basso costo per le disabilità (“MANIpolare per comunicare” -a cura di Elena Dall’Antonia), dalle sfide dell’intelligenza artificiale  (“Uomo e Macchina: chi vince?” -a cura dell’Università di Trieste) fino al cloud computing (“I primi passi nel cloud” -a cura di Eleonora Galimberti).

Locandina e poster in PDF.

The ICTP Scientific Fablab will be present at the event organized by the University of Trieste (UniTS) in occasion of the national and regional “Internet Day” on Friday, 29 April, with the title of “UniTS iDay: Science, Technology and Society”, that will be held at the University Student Guesthouse “ex Ospedale Militare” in via Fabio Severo 40, Trieste. During the day there will be many conferences and panels (in italian) on the state of Internet and digital technologies in Italy, among them a panel discussion titled “Stories of 3D printing and impossible objects”, while in the afternoon there will be some exhibits under the name “Digital Lab”, in which various examples of modern digital technologies will be showcased to the public: from 3D printing (two exhibits: “Impossible objects” -by ICTP SciFabLab, and “3D Selfie” -by UniTS) to e-wereables (“Technology you can wear” -by Gaya Fior), from old and new digital communications (“Dal telegrafo a Telegram” -by UniTS) to low-cost technologies for disables (“MANIpolare per comunicare” -by Elena Dall’Antonia), from AI challenges  (“Uomo e Macchina: chi vince?” -by UniTS) to cloud computing (“I primi passi nel cloud” -by Eleonora Galimberti).

Opening times / Orario di Apertura 2016

Saturday 22 April the fablab will be closed (we are exhibitors at the Fiera dell’Elettronica in Pordenone).
Sabato 22 Aprile il fablab rimarrà chiuso (avremo uno stand alla Fiera dell’Elettronica di Pordenone).

Starting from Tuesday 16 February, our opening time will be again as in 2015 / a partire da martedì 16 febbraio il nostro orario di apertura ritornerà quello del 2015:

Tuesday, Thursday and Saturday:  3pm–9pm (lasercutter and CNC only after 6pm)
Martedì, giovedì e sabato: 15:00–21:00 (taglio laser e CNC solo dopo le 18:00)

Saturday:  3pm–9pm
Sabato: 15:00–21:00

Mornings: Tuesday to Friday 10am–12am ONLY for ICTP scientists and visitors (or guest projects with special authorization)
Mattine: da martedì a venerdì 10:00–12:00 ESCLUSIVAMENTE per scienziati e visitatori ICTP (o progetti ospiti con speciale autorizzazione)

Monday and Sunday: closed
Lunedì e Domenica: chiuso

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Genuino day

Sabato 2 Aprile abbiamo tenuto nel nostro laboratorio il Genuino (o meglio conosciuto come Arduino) day. L’evento è iniziato alle 16 con la visita guidata all’interno del Fablab, mostrando le stampe 3D e gli oggetti realizzati con il taglio laser. L’evento è continuato con delle presentazioni (di cui è possibile scaricare le slides, link in fondo al post). La prima è stata tenuta da Gaya che ha illustrato alcuni esempi di e-wearables (per esempio come Arduino, collegato a dei LED, possa essere inserito all’interno dei vestiti facendoli illuminare, o per creare orecchini o sciarpe, oppure nelle tute da bicicletta per indicare la direzione che si vuole prendere). Successivamente ha parlato Federico spiegando le differenze fra le varie board esistenti, partendo dal classico “Arduino Uno” per arrivare a sistemi più complessi. Per concludere c’è stata la conferenza di Michele, dell’osservatorio astronomico di Trieste, che ha esposto come si può utilizzare Arduino per fare didattica in campo astronomico. Il progetto dimostrato durante la conferenza indica se un pianeta del sistema solare è o non è abitabile considerando la sua distanza dalla stella attorno alla quale orbita. Vi riportiamo la foto del progetto con la Terra selezionata.

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Alle 19 il Genuino Day si è spostato dal nostro laboratorio fino in piazza della Borsa a Trieste, dove il Mittelab ha esposto alcuni progetti realizzati con Arduino.

Slides delle conferenze:

Scegliere la board (di Federico Deganis)

Astronomia Genuina (di Michele Maris) 

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Genuino Day @ SciFabLab: 2/4/2016

Il pomeriggio di Sabato 2 Aprile, dalle 16 alle 19, anche lo SciFabLab celebrerà il Genuino Day, evento internazionale dedicato a Genuino (noto ai più con il nome precedente di Arduino), questa famosissima piattaforma a microcontrollore di basso costo e soprattutto Open Source / Open Hardware. L’evento è rivolto a tutti, con ingresso gratuito.

On the afternoon (4pm – 7pm) of Saturday, April 2nd, our SciFabLab will celebrate the Genuino Day, an international event devoted to Genuino (well known to most people with its former name of Arduino), this incredibly famous micro-controller platform, both low-cost and open source / open hardware. The event is open to all and the admission is free.

Programma Genuino Day @SciFabLab – 2 Aprile 2016

  • apertura dello SciFabLab alle ore 15:00 come di consueto, visite guidate al Fablab
  • 16:00 – 17:30 mini conferenze / workshop
    • 16:00 “Introduzione al mondo di Genuino” (Carlo Fonda)
    • 16:20 “Genuinamente femminile” –progetti opensource per l’altra metà del cielo (Gaya Fior)
    • 16:40 “Astronomia Genuina” –progetti didattici in campo astronomico (Michele Maris)
    • 17:00 “Come scegliere la tua Board” –consigli per chi comincia (Federico Deganis)
  • 17:30 – 19:00 “Show and tell” dimostrazioni di progetti sviluppati da vari maker locali
    • venite a presentare i vostri progetti!!!
  • esempi di alcuni progetti esposti: Scala Musicale (Gaya Fior), piastra di Chladni Arduino-based (Taddea Druscovich), esperimenti per un sistema automatico di irrigazione (Arturo Sandrigo), etc.etc.
  • dopo le 19 lo SciFabLab rimarrà aperto per gli ospiti con il solito orario (fino alle ore 21:00), mentre la serata del Genuino Day continuerà in centro a Trieste (Piazza della Borsa, 19:00–22:00) a cura del Mittelab (http://mittelab.org/eventi/genuino-day-2016/)

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Hephestos 3D printer Upgrade

Post introduttivo e indice.

Una serie di kit di montaggio delle stampanti Hephestos includeva l’estrusore HeatCore Unibody formato da dissipatore e ugello da 0.4mm in pezzo unico di acciaio cromato montati su un sistema di trascinamento di tipo diretto.

HeatCore_Unibody

Questo estrusore con il passare del tempo degrada le proprie prestazioni, il termistore si ossida e non mantiene stabile la temperatura dell’hot end causando intasamenti e vari altri problemi. Poi con un uso intensivo l’estrusore tende a consumarsi e quando sorge l’esigenza di sostituire l’ugello, questo non è possibile.

Trovandomi con una stampante diventata inutilizzabile per questi motivi ho pensato la seguente trasformazione.

Sostituzione del sistema di estrusione con estrusore E3D V6 e riutilizzo del sistema di trascinamento trasformandolo da diretto a Bowden.

L’estrusore E3D V6 oltre ad essere conveniente, viene fornito con tutto l’occorrente per l’utilizzo con tubetto bowden per filamenti da 1.75mm o da 3mm.

Per questa modifica ordineremo un hot-end E3D v6 per filamento da 1.75mm.

E3DV6Con questa trasformazione si riduce l’inerzia sull’asse X causata dal peso del motore di trascinamento del filamento e di conseguenza si riescono ad ottenere stampe più accurate.

 

Materiale occorrente:
Vecchio estrusore HeatCore Unibody da smontare;
Estrusore E3D v6 completo di tubetto bowden, ventilatore e fanduct e nozzle da 0.4mm (acquistabile su Ebay)
Viti e/o brugole e rondelle piane M3, M4, M2.5. (per chi lo avesse è possibile usare alcune viti avanzate dal kit originale di montaggio della stampante)
1 cuscinetto a manicotto LM8UU da aggiungere sul carriage.
Flangia in alluminio o ferro da 60x22mm spessore 2.5mm da sagomare e forare per il fissaggio dell’hotend al carriage.
Saldatore con punta sottile
STL da stampare (link in fondo all’articolo)
Pazienza QB….

 

Smontaggio e trasformazione del’estrusore HeatCore Unibody.

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Con la chiave a brugola (quella più grande fornita con il kit Hephestos) svitare le due viti che fissano il ventilatore tangenziale di raffreddamento del PLA.

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Con la chiave di misura più piccola (sempre fornita con il kit Ephestos) svitare le altre due viti che fissano il telaio porta ventola al corpo estrusore.

Svitare le 2 viti che fissano il ventilatore 40x40mm e relativo dissipatore.

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Svitare le due viti che fissano il sistema di trascinamento del filamento al motore.

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Con una chiave a brugola da 2mm svitare il grano che tiene bloccato l’hotend al sistema di trascinamento filo ed estrarre l’hotend.

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Ora avvitare nel foro filettato che prima era l’ingresso del filamento, la boccola di innesto del tubetto bowden.

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Riassemblare il sistema di trascinamento al motore orientandolo in modo che il connettore di alimentazione del motore sia rivolto verso l’interno della stampante o verso il basso.

In questo modo sarà più agevole il passaggio dei fili di alimentazione.

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Come si può notare quella che prima era l’entrata del filamento diventa senza problemi l’uscita con la boccola di innesto del tubetto bowden che porta il filamento all’estrusore E3D v6.

Il tubetto fornito con l’hotend deve essere accorciato alla misura opportuna tale da non causare curve troppo strette quando il carrello raggiunge le posizioni più estreme e non deve essere nemmeno lasciato troppo lungo in quanto il filamento potrebbe causare troppo attrito e il sistema di spinta potrebbe non farcela generando la ben nota serie si scatti che possono essere l’avvisaglia di un blocco dell’estrusore.
Consiglio di lasciare il tubetto piuttosto lungo ed eventualmente accorciarlo gradualmente se si riscontrano problemi.

Il motore di trascinamento del sistema bowden sarà fissato al telaio in duralluminio della Hephestos con due viti (si possono utilizzare delle viti nere M3 avanzate dal kit di montaggio. Frapporre due rondelle piane tra il motore + spingifilo e il telaio in duralluminio in modo da evitare che l’albero motore vada in contatto con il telaio della stampante.

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Il filamento proveniente dalla bobina che può restare allo stesso posto entrerà nel sistema di trascinamento dalla ex uscita per uscire dall’ex entrata.

L’operazione di inserimento del filamento dovrà essere effettuata tenendo premuta la leva del serrafilo ed infilando il filamento da sotto e facendolo scorrere nel bowden fino al raggiungimento dell’Hot End.

Ho collaudato il sistema con stampe di qualche ora con filamento dalla superficie ruvida senza problemi di sorta.

L’importante è che il tubetto bowden non sia troppo lungo.  Deve essere calibrato in base alla massima escursione della testina di stampa rispetto al motore di trascinamento.

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ASSEMBLAGGIO ESTRUSORE

Ora passiamo alll’assemblaggio della parte estrusore.

Prima di passare all’estrusore è necessario stampare le parti che compongono il nuovo carrello X. Il carrello originale era piuttosto instabile (minimale) e comunque non adatto al nuovo estrusore.

Quello che propongo io è derivato dalla Prusa i3 originale, dotato di 4 cuscinetti ed un sistema di autofissaggio della cinghia di trascinamento senza la necessità di fascette.

Le parti sono X-carriage front e X-carriage rear (gli stl si trovano nello zip linkato alla fine della sezione)

         X_CARRIAGE_FRONT_HEPH.stl                                    X_CARRIAGE_REAR_HEPH.stlX-carriage front X-carriage back

carriage1 carriage2

Alloggiare i 4 cuscinetti LM8UU nel X-carriage front ed inserire gli estremi della cinghia GT2 nelle feritoie sagomate con il passo della cinghia GT2 senza tendere troppo la cinghia che verrà tesa dopo con l’apposito tendicinghia. Se si utilizza una cinghia GT2.5 si dovrà fare più fatica o meglio ridefinire il passo delle sagome.

Assemblare poi la parte X-carriage rear assieme al supporto catena  (quella che racchiude i fili elettrici) chain holder

chain holder

e al carriage vero e proprio mediante 4 viti M4

carriage

Questo è l’esploso di come vanno assemblate le parti e l’HOTEND fissato mediante una flangia da 60x22mm e spessore 2.5mm  in alluminio o ferro opportunamente sagomata e due viti M4.
Si trovano anche in internet con le opportune ricerche.

flangia fix HOTEND

esploso carriage1Il risultato è questo:

IMG_2365aI cavetti del riscaldatore, del termistore e del ventilatore devono passare attraverso il foro come in figura.

Il carrello montato visto da dietro. Le fascette anche se presenti nella foto non servono in quanto le viti che tengono il carriage, tengono assieme tutta la struttura.

IMG_2363AI cavi rossi del riscaldatore i cavi bianchi del termistore e i cavi rosso e nero del ventilatore E3D v6 vanno regolati opportunamente ed intestati con i relativi connettori recuperati dal vecchio estrusore.

IMG_2365bQuesta operazione andrebbe fatta prima di assemblare l’estrusore sul carriage in modo da verificare che i connettori passino attraverso il foro citato prima. Eventualmente lo si può allargare con una punta di trapano.

Connessi tutti i cavi, verificato che il ventilatore giri subito (che sia connesso al 12Vcc) che l’Hotend si riscaldi a dovere, si può caricare il filamento di PLA premendo l’apposita leva sul dispositivo di trascinamento e far scorrere il filamento attraverso il bowden fino al raggiungimento dell’Hotend.

Se questo si trova a 200°C, spingendo a mano il filamento con più forza, dall’ugello inizierà ad uscire il filino da 0.4mm estruso.

Ora la stampante è operativa. L’estrusore E3D v6 è dotato della sua ventolina 30×30 di raffreddamento che deve girare sempre. Se non dovesse girare, collegarla all’altro connettore. Facciamo una stampina di collaudo e passiamo alla stampa del supporto ventilatore di raffreddamento PLA e relativo fanduct.

Le parti da stampare sono fanduct_pla.stl e fanduct_pla_end.stl   nel zip a fine post.fanduct_pla fanduct_pla_end

Le due parti vengono stampate separatamente e poi vengono assemblate e tenute assieme da due viti M3.

Il foro più basso sul fanduct_pla è asolato per permettere una piccola regolazione di qualche millimetro in altezza del fanduct end.

slicer fanduct_plaIMG_2364

I dati per la stampa sono i seguenti:

LH02
PLA a 200-210°C (eventualmente valutare la temperatura ottimale in base al PLA usato)
Velocità 30mm/s
Infill 50%
Supporti ovunque con densità del 5%   da togliere con attenzione dopo la stampa!
Piatto riscaldato a 60°C se presente.

La stampa del Fanduct_pla_end, va fatta appoggiandolo sulla ciambella forata finale.

slicer fanduct_pla_endI dati per la stampa sono i seguenti:

LH02
PLA a 200-210°C (eventualmente valutare la temperatura ottimale in base al PLA usato)
Velocità 30mm/s
Infill 50%
NO Supporti
Piatto riscaldato a 60°C se presente.

Ripulire ed assiemare con attenzione smussando eventualmente gli angoli per favorire lo scorrimento delle parti.

Montare il ventilatore 40×40 sull’apertura, e far passare i suoi fili di alimentazione all’interno del fanduct facendoli uscire dietro da un forellino praticato con il trapano o con la punta di un saldatore.

Intestate poi i cavi del ventilatore con il connettore recuperato dal ventilatore tangenziale del vecchio estrusore e collegateli ai cavi provenienti dalla RAMPS.
Se all’accensione della stampante dovesse accendersi subito questo ventilatore significa che sono stati scambiati i connettori. Questo Ventilatore si accende a stampa iniziata al secondo o terzo layer in base alle impostazioni dello slicer e solamente usando il PLA.

Fissare le due parti con due viti M3 sul foro asolato ed inserire da sotto appoggiandolo sul carriage.

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Serviranno due vitine da 2.5x 15mm meglio se autofilettanti per bloccare la struttura sul carriage.

In questo zip STL_trasformazione.zip sono contenuti tutti gli STL delle parti necessarie per la trasformazione della stampante.

Dopo questa trasformazione la Hephestos è rinata a nuova vita.
Le stampe risultanti sono più precise, i layers sono più ordinati e le disfunzioni dovute alla temperatura variabile del PLA e all’inerzia del motore di trascinamento sono scomparse.
Le foto testimoniano.

Post introduttivo e indice.

Hackathon ep 0

Domenica si è conclusa la prima edizione triestina ed italiana dell’hackathon. L’evento consisteva in una maratona informatica di 27 ore no stop. I partecipanti erano divisi in gruppi. I team potevano essere già formati all’iscrizione o si creavano al momento. Lo scopo della maratona era di inventare qualcosa che fosse utile alla comunità. All’interno del magazzino 26 c’era un nostro stand preposto per le stampe 3D di gadget, oggetti utili ai concorrenti ed altro ancora. Inoltre il nostro responsabile, Ernique Canessa, ha partecipato con un gruppo suo.

La competizione è iniziata intorno alle ore 9 di sabato. Durante tutta la giornata di sabato c’era un scambio continuo di persone facenti parte dei gruppi , di famigliari dei partecipanti o di interessati. Nel corso del pomeriggio venne istituito un piccolo laboratorio per i bambini. Quest’ultimi, tra le altre cose, potevano far muovere un robottino tramite il tablet. Per concludere la giornata di sabato, e tenere alti gli animi dei notturni hacker, dalle ore 22 hanno suonato vari dj e gruppi, tra le quali DJ Greta.

La mattina di domenica è stata un po’  più frenetica, in quanto mancavano poche ore alla fine della gara. Alle 12:30 la competizione si è conclusa. Al termine I gruppi hanno esposto ai giudici i loro elaborati. Nell’attesa del verdetto ogni gruppo aveva 3 minuti per esporre il proprio lavoro al pubblico. Inoltre venne creata una tavola rotonda nella quale, tra le altre cose, si parlava della differenza nell’approccio alla tecnologia tra i paesi sviluppati e quelli meno. “La differenza è che noi possiamo permetterci di sbagliare perché abbiamo le risorse per poterlo fare. Mentre nei paesi in via di sviluppo non si posso permettere di sbagliare poiché non hanno nessuno modo per ricomprare l’oggetto rotto” ci racconta Carlo Fonda.

Infine, Intorno alle 19:00, la giuria è arrivata ad un responso. Il vincitore della edizione dell’Hackathon è il team Parkloud ideatori del parcheggi intelligenti.

La prima edizione italiana è stata un successo, ottenendo un numero di iscritti del tutto superiore alle aspettative e l’attenzione dei media confermata dalla presenza de “Il Piccolo“. Speriamo dunque che sia la prima di tante edizioni.

 

 

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Album fotografico

Preparativi

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Gruppo FabLab

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Istruzioni sulla gara.

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 I gruppi

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I piccoli programmatori.

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I trofei.

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Esposizione del lavoro ai giudici.

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I vincitori.

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Lezione/conferenza all’ISIA di Firenze

Mercoledì 16 marzo si è svolta una lezione/conferenza (a cura dell’ICTP SciFabLab e su invito del prof. Simone Paternich) presso l’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Firenze, un istituto statale di livello universitario che offre corsi triennali e specialistici in design del prodotto e della comunicazione. La lezione si è incentrata sulle tecnologie di stampa 3D e sulle loro applicazioni più interessanti per il design di oggetti. Iniziando con l’introduzione a tecnologie e macchine, con particolare attenzione a quelle di basso costo e open, si è brevemente accennato alla loro evoluzione storica per passare poi ad una breve guida pratica al loro utilizzo, scoprendo quali sono gli errori più comuni di modellazione o i problemi in fase di stampa che possono generare difetti nell’oggetto finito.

 

Questa parte introduttiva ha incluso anche una breve introduzione a come si può realizzare un oggetto 3D utilizzando OpenSCAD, un linguaggio di modellazione per chi si sente programmatore.

Infine nella seconda ed ultima parte sono stati analizzati alcuni oggetti progettati tenendo in debita considerazione i limiti ma soprattutto le peculiarità del processo di stampa 3D FDM, che permettono ad esempio di realizzare complesse parti meccaniche in movimento composte da diversi elementi, il tutto con una sola operazione di stampa, e soprattutto senza necessità di assemblaggio successivo (alcuni esempi utilizzati –tratti dall’immenso archivio di Thingiverse–sono stati: “Platform Jack“, “Wrench, Adjustable, Stubby“, “The Armadillo – A Case of Two Halves“, “Preassembled Spherical Geneva Drive“, “Gear Bearing” e “Blossoming Lamp“). Un altro esempio di oggetto “impossibile” che è realizzabile esclusivamente con il 3D printing è quello del giroide, una superficie geometrica che assomiglia ad una spugna e che presenta caratteristiche di grande interesse che la rendono -ad esempio- uno scambiatore termico ideale.

Slides della lezione: file PDF di 35MB (scaricabile, licenza CC by-sa)

Piccola galleria fotografia dell’evento.

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